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Relazione sul Congresso |
Assia Andrao, presidente di Retina Italia, dopo aver presenziato al Congresso di Rio de Janeiro, ci ha inviato la relazione che vi trasmettiamo integralmente qui sotto. |
Congresso
Rio de Janeiro 2006
Relazione
Il
viaggio a Rio de Janeiro, aveva due scopi importanti per Retina Italia:
1)
Confermare all’Assemblea generale di Retina
International la ripresa dell’attività di Retina Italia a livello nazionale in piena collaborazione tra le associazioni
regionali. Quindi candidare Retina
Italia per l’organizzazione in Italia, a Torino, del Congresso Retina International 2010.
2)
Aggiornamento sulla ricerca e le prospettive terapeutiche per le distrofie
retiniche.
In relazione
al primo punto all’assemblea generale abbiamo brevemente illustrato le varie
attività di Retina Italia e Cristina Fasser ha riconosciuto l’importante
lavoro di ricostruzione della federazione in questi ultimi anni, e ricordando
il congresso del 12 maggio a Milano ha sottolineato la valenza scientifica di
tutte le relazioni.
La nostra
candidatura, presentata in luglio con la dovuta documentazione, è stata quindi
approvata all’unanimità dall’Assemblea Generale.
E’ un
grosso impegno, ma oggi è anche un grande successo e riconoscimento del lavoro
e della passione di tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per la
rinascita di un organismo nazionale.
Per il
secondo punto, non ci sono novità significative sulla soluzione definitiva
della malattia, ma sicuramente rispetto solo a due anni fa ci sono molte più sperimentazioni
che possiamo dividere in due tipi:
a) QUELLI PER I CASI DI MORTE TOTALE DEI FOTORECETTORI
b) QUELLI PER I CASI DI
PARZIALE VITALITA’ DEGLI STESSI.
Nel caso
di morte totale dei fotorecettori i trattamenti più promettenti sono : il
trapianto di fotorecettori e i dispositivi protesici elettrici.
Per
quanto riguarda il trapianto di fotorecettori, le sperimentazioni effettuate
negli USA, e approvate dal governo, indicano non pericolosità e solo un modesto
miglioramento nei casi di RP.
Molto si
sta facendo per quanto riguarda le protesi retiniche, vari sono i modelli
sviluppati da diversi gruppi di ricerca nel mondo. Una lunga sperimentazione
negli USA ha dimostrato assenza di pericolosità: altre sperimentazioni sono in
corso negli USA e in Germania. I risultati sono ancora parziali e un sistema più sofisticato, munito di un
numero più elevato di elettrodi è allo studio.
Ma molto
interessanti sono le prospettive terapeutiche per i casi in cui sussiste ancora
vitalità dei fotorecettori .
Infatti sono molte le strade che si stanno
percorrendo: la terapia farmacologica, la terapia genica e gli integratori
alimentari (anche per AMD).
Per
quanto concerne la terapia farmacologica la stessa parte dal concetto
fondamentale del salvataggio dei fotorecettori per mezzo di terapie
neuroprotettive.
Il
problema è trovare metodi per far pervenire alla retina i neuroprotettori.
Agenti
neurotrofici quale il CNTF, hanno dimostrato una certa validità nel rallentare
la degenerazione dei fotorecettori in modelli animali affetti da RP.
La sperimentazione con CNTF ha concluso la fase1, ed è di questi
giorni la notizia che si sta passando alla fase 2 per la RP e AMD. (Non appena
avremo nuove notizie, vi aggiorneremo).
Buone
prospettive ci arrivano dalla sperimentazione clinica su RP con Cellule
tecnologiche incapsulate (ECT), che sta dimostrando assenza di pericolosità e
possibile efficacia.
Relativamente
agli integratori antiossidanti, recenti lavori
in modelli animali di RP hanno dimostrato il rallentamento
della degenerazione, indicando che potrebbero essere progettati esperimenti sull’uomo .
Presto
dovrebbero avere luogo sperimentazioni cliniche di terapia genica per una forma
della malattia di Leber. (Così come abbiamo appreso anche dalle relazioni
sull’argomento nel Congresso di Retina Italia del maggio scorso)
Per altre
malattie rare quali la Stargardt, la coroideremia, e altre, la tempistica varierà a seconda dei risultati
sui rispettivi modelli animali.
Molti
degli interventi al Congresso hanno riguardato la degenerazione maculare senile
(AMD), in quanto è la degenerazione
retinica più diffusa ma per la quale la ricerca e sperimentazione clinica hanno
ottenuto risultati oggettivi più confortanti
Naturalmente
questi sono appunti che potranno essere approfonditi non appena avremo gli atti
definitivi del Congresso da parte di Retina International.
Posso
aggiungere, per completare la panoramica, la notizia riguardante il trapianto
di cellule staminali adulte, nella retina di topini affetti da RP, uscita pochi giorni fa sulla rivista Nature,
e che è rimbalzata su tutti i quotidiani.
La notizia è molto incoraggiante, ma come sempre in questi casi, occorre essere cauti sulle effettive
prospettive d’applicazione sull’uomo e
sulla tempistica.
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