Associazione Pugliese per la Retinite Pigmentosa - ODV
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Le ultimissime sulle cellule staminali:

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anno settimo n. 405                              01 febbraio 2012

Le ultimissime sulle cellule staminali

Arriva dalle cellule staminali la speranza di ridare la vista

  Arriva dalle cellule staminali la speranza di ridare la vista. Lo rivela - a dieci anni di distanza dalla scoperta del potere delle cellule ricavate da embrioni umani - il primo studio al mondo condotto sull'uomo, su due pazienti affetti da Degenerazione Maculare Senile e dalla Maculopatia di Stargardt, di solito diagnosticata tra i dieci e i venti anni di età.

    A quattro mesi di distanza dal trapianto di staminali, i due pazienti hanno riportato miglioramenti nella vista.

    L'annuncio è stato dato su «Lancet» dai ricercatori americani che hanno condotto lo studio. Nuove ricerche si concentreranno ora sulla possibilità di curare casi meno avanzati della malattia, come hanno dichiarato sulla rivista britannica Robert Lanza, Responsabile dell'équipe all'Advanced Cell Technology di Marlborough, in Massachusetts, e Steven Schwartz, Esperto di retina alla University of California di Los Angeles.

    Le staminali ricavate da embrioni umani sono cellule «madri», già utilizzate per la rigenerazione di altri organi e tessuti. L'occhio è privilegiato per questo genere di studi e sperimentazioni, perché non produce una grande reazione immunitaria.

 

    Vi riportiamo di seguito quanto ha dichiarato la Dr.ssa Cristiana Marchese al riguardo.

 

          (Inizio virgolettato)

 

    Sono stati pubblicati i primi risultati del trattamento effettuato con cellule di epitelio pigmentato retinico ottenute da cellule staminali embrionali umane.

 

    Si tratta del primo esperimento di terapia cellulare sull’uomo fatta utilizzando cellule derivate da staminali embrionali umane. Sono stati trattati due pazienti, uno con la forma atrofica (secca) di Degenerazione Maculare Senile e l’altro con Maculopatia di Stargardt .

 

    Le cellule dell’epitelio pigmentato retinico svolgono numerose funzioni essenziali per la sopravvivenza dei fotorecettori (coni e bastoncelli). Le cellule dell’epitelio pigmentato retinico infatti riciclano i fotopigmenti, metabolizzano la Vitamina A e fagocitano i segmenti esterni dei fotorecettori. In molte malattie della retina la perdita di visione è conseguenza di una degenerazione delle cellule dell’epitelio pigmentato retinico, alla quale segue la degenerazione dei fotorecettori. Trapiantare cellule dell’epitelio pigmentato retinico può portare a una rinnovata funzionalità dell’epitelio pigmentato retinico e a un “salvataggio” dei fotorecettori ai quali consegue un miglioramento della visione.

 

    Negli anni passati sono stati fatti vari tentativi di trapianto di cellule dell’epitelio pigmentato retinico con cellule derivanti da donatori di varie età con risultati contrastanti sia in termini di sopravvivenza delle cellule trapiantate che di miglioramento della visione. 

 

    I ricercatori Steven D Schwartz, Jean-Pierre Hubschman, Gad Heilwell, Valentina Franco-Cardenas, Carolyn K Pan, Rosaleen M Ostrick, Edmund Mickunas, Roger Gay, Irina Klimanskaya, Robert Lanza del Jules Stein Eye Institute di Los Angeles , in California e della Advanced cell Tecnology hanno utilizzato delle cellule staminali umane embrionali, le hanno fatte differenziare in laboratorio in cellule dell’epitelio pigmentato retinico e dopo averne verificato in animali da esperimento la sicurezza e l’efficacia, hanno trattato due pazienti:uno con la forma atrofica di Degenerazione Maculare Senile e l’altro con la Maculopatia di Stargardt. Le cellule sono state trapiantate in un solo occhio, mentre l’altro occhio fungeva da controllo. Dopo quattro mesi dal trattamento nel paziente con Degenerazione Maculare Senile si è avuto un piccolo miglioramento nella visione e nel paziente con Maculopatia di Stargardt si è osservato un miglioramento della visione che è passata dalla percezione del movimento della mano alla lettura di alcune lettere. Il paziente ha inoltre riferito una rinnovata capacità di discriminare i colori.

 

    Non si sono avuti effetti collaterali, in particolare nella area sottoposta a trapianto non si sono sviluppati teratomi, un tipo di tumore benigno. Uno dei rischi infatti, è che se fra le cellule dell’epitelio pigmentato retinico trapiantate vi sono cellule staminali , si formino dei teratomi.Le cellule staminali embrionali hanno portato infatti alla formazione di teratomi nel 100% dei casi,quando trapiantate nei topi.

 

    Nei due pazienti sottoposti a trapianto di cellule dell’epitelio pigmentato retinico non si sono avuti segni di rigetto, né altre complicazioni (infezioni, infiammazioni etc) e vi è evidenza di sopravvivenza delle cellule trapiantate.

 

    Questi primi risultati, anche se estremamente preliminari,indicano che sia nella forma atrofica di Degenerazione Maculare Senile, sia nella Maculopatia di Stargardt, il trapianto di cellule dell’epitelio pigmentato retinico derivate da cellule staminali embrionali umane non si associa a effetti collaterali o a rischi per il paziente e porta a un miglioramento della visione.

 

    Sarà necessario proseguire una attenta valutazione nel tempo per confermare la sicurezza e l’efficacia di questo trattamento con l’obiettivo di applicarlo a pazienti con forme meno avanzate della malattia.

 

          (Fine virgolettato)



    di Maria Colucci



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