Arriva dalle
cellule staminali la speranza di ridare la vista. Lo rivela - a dieci anni di
distanza dalla scoperta del potere delle cellule ricavate da embrioni umani -
il primo studio al mondo condotto sull'uomo, su due pazienti affetti da
Degenerazione Maculare Senile e dalla Maculopatia di Stargardt, di solito
diagnosticata tra i dieci e i venti anni di età.
A quattro mesi di
distanza dal trapianto di staminali, i due pazienti hanno riportato
miglioramenti nella vista.
L'annuncio è
stato dato su «Lancet» dai ricercatori americani che hanno condotto lo studio.
Nuove ricerche si concentreranno ora sulla possibilità di curare casi meno
avanzati della malattia, come hanno dichiarato sulla rivista britannica Robert
Lanza, Responsabile dell'équipe all'Advanced Cell Technology di Marlborough, in
Massachusetts, e Steven Schwartz, Esperto di retina alla University of
California di Los Angeles.
Le staminali
ricavate da embrioni umani sono cellule «madri», già utilizzate per la
rigenerazione di altri organi e tessuti. L'occhio è privilegiato per questo
genere di studi e sperimentazioni, perché non produce una grande reazione
immunitaria.
Vi riportiamo di
seguito quanto ha dichiarato la Dr.ssa Cristiana Marchese al riguardo.
(Inizio
virgolettato)
Sono stati
pubblicati i primi risultati del trattamento effettuato con cellule di epitelio
pigmentato retinico ottenute da cellule staminali embrionali umane.
Si tratta del
primo esperimento di terapia cellulare sull’uomo fatta utilizzando cellule
derivate da staminali embrionali umane. Sono stati trattati due pazienti, uno
con la forma atrofica (secca) di Degenerazione Maculare Senile e l’altro con
Maculopatia di Stargardt .
Le cellule dell’epitelio
pigmentato retinico svolgono numerose funzioni essenziali per la sopravvivenza
dei fotorecettori (coni e bastoncelli). Le cellule dell’epitelio pigmentato
retinico infatti riciclano i fotopigmenti, metabolizzano la Vitamina A e
fagocitano i segmenti esterni dei fotorecettori. In molte malattie della retina
la perdita di visione è conseguenza di una degenerazione delle cellule
dell’epitelio pigmentato retinico, alla quale segue la degenerazione dei
fotorecettori. Trapiantare cellule dell’epitelio pigmentato retinico può
portare a una rinnovata funzionalità dell’epitelio pigmentato retinico e a un
“salvataggio” dei fotorecettori ai quali consegue un miglioramento della
visione.
Negli anni
passati sono stati fatti vari tentativi di trapianto di cellule dell’epitelio
pigmentato retinico con cellule derivanti da donatori di varie età con
risultati contrastanti sia in termini di sopravvivenza delle cellule
trapiantate che di miglioramento della visione.
I ricercatori
Steven D Schwartz, Jean-Pierre Hubschman, Gad Heilwell, Valentina
Franco-Cardenas, Carolyn K Pan, Rosaleen M Ostrick, Edmund Mickunas, Roger Gay,
Irina Klimanskaya, Robert Lanza del Jules Stein Eye Institute di Los Angeles ,
in California e della Advanced cell Tecnology hanno utilizzato delle cellule
staminali umane embrionali, le hanno fatte differenziare in laboratorio in
cellule dell’epitelio pigmentato retinico e dopo averne verificato in animali
da esperimento la sicurezza e l’efficacia, hanno trattato due pazienti:uno con
la forma atrofica di Degenerazione Maculare Senile e l’altro con la Maculopatia
di Stargardt. Le cellule sono state trapiantate in un solo occhio, mentre
l’altro occhio fungeva da controllo. Dopo quattro mesi dal trattamento nel
paziente con Degenerazione Maculare Senile si è avuto un piccolo miglioramento
nella visione e nel paziente con Maculopatia di Stargardt si è osservato un
miglioramento della visione che è passata dalla percezione del movimento della
mano alla lettura di alcune lettere. Il paziente ha inoltre riferito una rinnovata
capacità di discriminare i colori.
Non si sono avuti
effetti collaterali, in particolare nella area sottoposta a trapianto non si
sono sviluppati teratomi, un tipo di tumore benigno. Uno dei rischi infatti, è
che se fra le cellule dell’epitelio pigmentato retinico trapiantate vi sono
cellule staminali , si formino dei teratomi.Le cellule staminali embrionali hanno
portato infatti alla formazione di teratomi nel 100% dei casi,quando trapiantate
nei topi.
Nei due pazienti sottoposti
a trapianto di cellule dell’epitelio pigmentato retinico non si sono avuti
segni di rigetto, né altre complicazioni (infezioni, infiammazioni etc) e vi è
evidenza di sopravvivenza delle cellule trapiantate.
Questi primi
risultati, anche se estremamente preliminari,indicano che sia nella forma
atrofica di Degenerazione Maculare Senile, sia nella Maculopatia di Stargardt,
il trapianto di cellule dell’epitelio pigmentato retinico derivate da cellule
staminali embrionali umane non si associa a effetti collaterali o a rischi per
il paziente e porta a un miglioramento della visione.
Sarà necessario
proseguire una attenta valutazione nel tempo per confermare la sicurezza e
l’efficacia di questo trattamento con l’obiettivo di applicarlo a pazienti con
forme meno avanzate della malattia.
(Fine
virgolettato)