Associazione Pugliese per la Retinite Pigmentosa - ODV
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anno quinto n. 328                              21 luglio 2010

   Non possiamo guardare e rimanere indifferenti. Il 13 luglio scorso su “La Nuova Sardegna” veniva pubblicato un articolo che recitava… “Anche i non vedenti leggono le mail. Il software di un’azienda cagliaritana decodifica in braille la posta elettronica. La «Noviservice» è la sola impresa sarda a essere stata scelta per il padiglione L’Italia degli innovatori. La semplicità è nel nome “chiocciola-braille”, l’intelligenza sta nell’idea: far leggere la posta elettronica a chi non ha il dono della vista. Come? Con un software, capace di decodificare il messaggio nello storico alfabeto delle lettere in rilievo, il Braille. A quel punto la mail non sarà più stampata, ma letta sul video, con i polpastrelli, ed è questa la novità. È un’invenzione, non c’è dubbio, e si è meritata il tappeto rosso dell’Expò di Shanghai dal 24 luglio al 4 agosto…”. Incredibile! Ma di quale novità si tratta? Come ha scritto in un articolo di “Superando.it” Giulio Nardone, Presidente dell’Associazione Disabili Visivi, “insieme all'acqua calda, una ventina d'anni fa sono state inventate e poi prodotte e vendute in migliaia di esemplari le barre braille, mediante i cui punti a rilievo che si alzano e si abbassano, i pochi ciechi ancora esperti utilizzatori della scrittura braille leggono messaggi e romanzi o studiano matematica o informatica”…

   Il proprietario amministratore dell’impresa sarda, Enrico Orrù, nello stesso articolo del 13 luglio sostiene che un’idea nasce nel modo più ovvio: guardandosi attorno e ascoltando la gente…
   Ma chi ha guardato e cosa gli è sembrato di sentire? Leggiamo ancora sbalorditi: “Il progetto “@-braille” nasce dal confronto e dall’amicizia. Tempo fa Enrico Orrù è rimasto per ore ad ascoltare il racconto del suo capo-software sui problemi di chi doveva farsi sempre leggere la posta elettronica dagli altri, perché lui non poteva farlo: era un non vedente. Quella mattina ho capito che per loro l’handicap era doppio: avevano negato anche il diritto alla privacy, al rispetto del segreto postale tutelato dalla legge… e si è accesa la lampadina”... Roba da matti!
   L’articolo che vi riportiamo di seguito è apparso ieri 19 luglio e ripropone lo stesso contenuto. Se ci fermassimo a riflettere su quanto divulgato, noi non vedenti dovremmo ricorrere a qualcuno che si disponga a leggerci la posta elettronica rinunciando alla nostra privacy (situazione penosa!)… Ma noi andiamo oltre e invitiamo quelli che non lo sanno ancora a meditare sul fatto che se il cieco ha un computer e un indirizzo e-mail, avrà anche un browser e una sintesi vocale o un display braille che gli legge i messaggi...


(Inizio articolo)

L’e-mail senza più barriere per i non vedenti
tratto da "La Repubblica - Affari & Finanza"


   La società, nata nel 2003 ad opera di un intraprendente ingegnere che allora aveva 29 anni, è stata selezionata per rappresentare l’eccellenza italiana all’Expo di Shangai.

   Il tema dell’Expo 2010 in corso a Shangai, better city better life, ben si attaglia all’azienda Noviservice che fin dalla sua nascita nel 2003 ha fatto della ricerca tesa a migliorare la qualità di vita uno dei suoi principali obiettivi. Così, grazie al progetto @braille, è stata selezionata, unica impresa sarda, per rappresentare l’Italia degli innovatori a Shanghai. L’innovazione consiste nell’aver brevettato un software che decodifica in alfabeto Braille i documenti ricevuti via e-mail, e può essere non vedente sia il ricevente che il mittente, uno qualsiasi dei due o tutti e due. L’idea è di Enrico Orrù, 36 anni, amministratore unico e proprietario di questa piccola azienda con nove dipendenti, cinquecentomila euro di fatturato e sede in una strada centrale di Cagliari con un piccolo laboratorio nel parco tecnologico Polaris alle porte della città.
   La scoperta, in perfetta sintonia con il piano di completa informatizzazione della Pubblica Amministrazione, agevolerà i non vedenti che usano il computer (in Italia si calcola siano circa 350.000). «Sino ad oggi i non vedenti potevano leggere in Braille le pagine di Windows o la posta elettronica. Noi non abbiamo fatto altro che applicare una tecnologia esistente ad un segmento sul quale non era stato applicato», spiega Orrù. Sono serviti otto mesi di lavoro. «Al momento per poter ricevere una bolletta dell’Enel o del telefono scritta in braille bisogna fare una speciale richiesta e lunghe trafile burocratiche. Se gli enti che hanno contatti con i non vedenti si avvarranno del nostro software tutto sarà più semplice», continua Orrù.
   La piattaforma è composta da due software installati rispettivamente sul computer che effettua la spedizione e sul ricevente. Grazie al software @Braille l’utente non vedente è in grado di codificare le informazioni inviate dal software @Senders, e a questo punto potrà scegliere la modalità di ricezione a lui più gradita: il sintetizzatore vocale che "traduce" in parlato il contenuto dei documenti o il terminale Braille di cui dispone. «Con questo metodo spiega Orrù gli utenti non vedenti potranno scegliere se leggere le fatture, l’estratto conto o il Cud sulla barra Braille oppure utilizzare il convertitore vocale. Il computer è corredato da un videodecoder: una sorta di tastiera i cui tasti, convertita la mail, si alzano e si abbassano consentendo la lettura con i polpastrelli delle dita».
   Quando è nata sette anni fa, la Noviservice era semplicemente un partner commerciale di Postel per la Sardegna e si occupava solo di prodotti postali.
   «All’inizio proponevamo alle aziende e agli enti di affidarci l’invio della corrispondenza. Poi siamo passati agli applicativi informatici: dai clienti riceviamo i dati, li formattiamo e li mandiamo a Postel, che stampa e recapita». Grazie alla partnership con Postel Spa l’azienda ha raggiunto rapidamente una buona posizione a livello nazionale nel settore della sinergia tra postalizzazione ibrida, implementazione di software specifici, archiviazione ottica, consentendo ai clienti di affrontare, in un’ottica integrata, le diverse esigenze legate alla gestione e all’invio dei documenti d’ufficio. «La nostra missione aziendale è lo studio, la realizzazione, l'avviamento e la conduzione di sistemi informativi integrati basati sulle più aggiornate ed affidabili tecnologie disponibili. Innovazione e sicurezza sono le linee guida che ispirano la nostra azione nel confezionare proposte fruibili alla nostra clientela, che chiede il massimo delle prestazioni con il massimo della affidabilità».
   Nel corso del tempo, racconta il fondatore, «con i nostri progetti di ricerca abbiamo iniziato a sognare di poter fare qualcosa di realmente utile alla società, sempre però restando con i piedi ben piantati per terra. In una piccola realtà come quella della nostra regione non è semplice trovare finanziatori».
   Però i fatti successivi dimostrano che quando c’è la volontà, e soprattutto un progetto serio, a volte si riesce a conseguire un obiettivo. Nel caso di @Braille un ente pubblico come Sardegna Ricerche (l’istituto della Regione che sostiene l’innovazione del sistema produttivo e gestisce il Parco scientifico e tecnologico Polaris) ha creduto nell’azienda. «Ci hanno dato fiducia, finanziando per metà il progetto, che in tutto è costato 100000 euro. E’ importante però cercare interlocutori anche altrove». Enrico Orrù mette una grande passione nel suo lavoro, al quale dedica «fino a quindici ore al giorno e qualche notte insonne». Sottolinea che i suoi dipendenti, tutti amici e compagni di studio di un tempo, hanno regolari contratti a tempo determinato o indeterminato. Incoraggia i suoi tirocinanti perché ritiene che alcuni giovani siano molto capaci nel campo dell’informatica: «Come per l’arte, bisogna esserci portati».
   Sono 265 le aziende che rappresentano l’eccellenza italiana a Shanghai, solo una trentina provengono dal Sud e dalle Isole, una sola dalla Sardegna, che ancora una volta, sulla strada tracciata da Tiscali, si rivolge al mondo del web. Del resto l’informatica è il mezzo ideale per rompere l’isolamento, tra le cause del mancato decollo dell’industria. Intanto alla Noviservice sperano che la prestigiosa vetrina internazionale sia di buon auspicio per gli altri progetti che hanno nel cassetto: Publimap, dedicato alle affissioni pubblicitarie e Paybill, uno strumento per nuove forme di pagamento.
    


(Fine articolo)



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