E-Mail: info@rppuglia.org

Associazione Pugliese per la Retinite Pigmentosa - ODV

A.P.R.P. - O.D.V.

CONTENUTI:

Un laboratorio di poesia:

rpPuglia NewsLetter
News - rpPuglia
anno quindicesimo n. 626                              26 gennaio 2021

Un laboratorio di poesia

    L’Associazione Pugliese per la Retinite Pigmentosa è lieta di proporvi un laboratorio di poesia “Nell’ascolto dei poeti”, condotto da Marthia Carrozzo, poetessa e autrice di testi per il teatro e per la musica.

 

    Laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università del Salento, si forma a Firenze in Tecniche di management dello spettacolo. Nel 2004 collabora al laboratorio sul potere della parola, tenuto a Melpignano (LE) da Giovanni Lindo Ferretti. L’incontro con il teatro, fra il 2000 e il 2009, diviene per Marthia Carrozzo input per una ricerca poetica personale e riconoscibile incentrata sulla parola, sul ritmo e sulla necessità di dare corpo e respiro al verso da ripensare nella voce. Vincitrice di diversi premi, dal 1° Poetry Slam delle culture migranti, di questioni di frontiera (Bari 2007), al Premio Nazionale di Poesia inedita “Ossi di Seppia” (Arma di Taggia, 2013). Tra i suoi lavori di teatro – poesia, Calicanthuse- riscrittura di “Quattro ore a Chatila” di Jean Genet, per le voci di Marthia Carrozzo, Margherita Macrì e Nabil Salameh (Radiodervish) e musiche di Rocco Nigro. Autrice di testi per la musica, ha collaborato con Etta Scollo in “Cuoresenza” (Trocadero, 2011) nel brano “Dinuovoedinuovo” e con Hasa – Mazzotta in “Ura” (Finisterrae, 2014) nel brano “Del cielo e della terra” e nel brano “Novilunio” in “Novilunio” (Ponderosa, 2017). Tra le sue pubblicazioni: “Utero di Luna” (Besa Editrice, 2007 – prefazione di Alda Merini), “Pelle alla Pelle, dimore di mare e solo sensi” (LietoColle, 2009 - prefazione di Gabriella Rusticali), “Di bellezza non si pecca eppure – trilogia di Idrusa” (Kurumuny, 2012 – prefazione di Lello Voce) e “Piccolissimo compianto all’incompiuto” (Besa Editrice, 2016 – prefazione di Danio Manfredini). La sua poesia è stata oggetto di studio e traduzione da parte del Prof. Josè  Maria Nadal, nel IV Seminario International sobre Lengua y Literatura presso la Facultad de Letras de la Universidad del Pais Vasco di Vitoria – Gasteiz (Alava) e la Prof.ssa Loreta de Stasio ha dedicato a lei e alla sua Calypso il saggio, pubblicato poi negli Atti, Teatro e poesia recitata – Il canone e le nuove forme in L’Italianistica oggi: ricerca e didattica, al XIX Congresso dell’ADI – Associazione degli Italianisti (Roma, 09 – 12 Settembre 2015). Partecipa a diversi Festival e Rassegne nazionali e internazionali (Sardam Festival a Cipro; Bologna in Lettere, a Bologna, per la Direzione di Enzo Campi; aMareLeggere, Crociera Letteraria per Ragazzi, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiana di Barcellona; Salone del Libro, a Torino; Irruzioni Festival, a Padova; Poesia Carnosa, a Roma, per la Direzione Artistica di Jonida Prifti e Stefano di Trapani; Canzoniere - La Poesia prende fiato!, a Roma, per la Direzione Artistica di Lello Voce, di Gabriele Frasca, di Frank Semola e di Claudio Calia, ecc.). Da Marzo 2019 è Direttrice di Camminamenti, piccola collana di scritture in movimento, edita da Kurumuny, che vanta di aver pubblicato, nel suo primo numero, Al Maqam, la storia di Naim (o del corpo che si rivela), le poesie scelte, in arabo e in italiano, di Joumana Haddad e un saggio di Nabil Salameh.

 

    A Marthia Carrozzo chiediamo cosa sia la poesia.

 

“Premetto che non credo affatto nei laboratori di scrittura, tantomeno nei laboratori di poesia. Essere poeti è un atto politico, prima che una pratica di buona scrittura che sappia essere in grado di produrre in versi. Eppure, la poesia è un bene comune, medium e messaggio insieme, da sempre funzionale alla memoria della polis, un patrimonio che fa perno da sempre sulla figura del poeta come centro pulsante, non solo metaforicamente - nel suo battere a tempo il piede a scandire metricamente i versi – di una comunità che sceglie di raccogliersi attorno alla sua parola, che attorno alla sua parola si riconosce, si scopre, si ritrova e, trasformato, si perpetua.

    Trasformato, sì.

    Nella mia idea, meglio, nella mia pratica, infatti la poesia è un lavoro difficile, un atto politico, richiede uno studio infaticabile e appassionato, richiede coerenza, ascolto, attenzione, una buona dose di empatia e un amore incrollabile per i propri simili, per la vita stessa nel suo manifestarsi. Fare poesia è infilare le mani nella ferita delle cose e provare a non uscirne mai gli stessi di quando vi si è entrati. 

    Perciò, ogni volta che mi viene chiesto di tenere un laboratorio, preferisco proporre un percorso: percorso di avvicinamento alla poesia intesa come lavoro dei Maestri; percorso di avvicinamento alla parola dei Poeti, alla loro voce, ad indagare il senso più autentico dell’agire poetico.

    Il cervello preferisce la poesia: all’Università di Exeter, Adam Zeman con il suo gruppo di lavoro scopre che durante la lettura o l’ascolto di poesia si attivano non solo le aree cerebrali tipiche della lettura, ma anche le stesse che si accendono quando si ascolta la musica e che sono responsabili del classico “brivido lungo la schiena”. La poesia attiva la corteccia cingolata posteriore e il lobo temporale mediale, legate all’introspezione.

    La Poesia è continuo farsi – poiein – reiterato a “allargato” nel ritmo, dall’incontro con il teatro, nella parola-canto dei rapsodi, la poesia è dirsi e darsi maieutico, che ci espone all’altro, cercando, con l’altro il dir(si) in comune, la crepa nella diga, quello spiraglio, unico, preciso, da cui affacciarsi a sé, lasciando finalmente balenare emozioni in moto, archetipiche e da sempre appartenenti all’uomo in quanto tale.

    La Poesia è “procedere per sottrazione”, liberare la parola, quella sola, una, che si faccia, si affacci, fatta freccia, che sia.

    La Poesia è ciò che resta, perché è necessariamente ciò che c’era, radice.

Il suono dei versi è una cicatrice omessa, graffio che si mostra. È ustione e memoria di quella stessa ustione che rimanda a sé.

    La Poesia è l’unica parola detta. È il fiato nel corpo, i nervi tesi, i muscoli pronti allo scatto; è il sangue che pulsa e fiorisce nella voce. È il mio corpo tutto che si fa verso: “Ogni verbo è prima nei nostri muscoli, che nella nostra lingua”(Lello Voce).

 

    La Poesia è, dunque, esperienza, l’esperire tutto umano che si ritrova, che ci ritrova e ci riconduce.

    Ha a che fare con l’esercizio di sé, che è dell’atleta che non dimentica di allenarsi in ogni singolo giorno.

    Per questo, preferisco parlare di Percorso/Camminamento di avvicinamento, di allenamento all’ascolto – in primis – di testi in poesia”.

 

    Come?

 

    “Partendo dalla lettura condivisa di alcuni passi scelti dai vari libri dell’Odissea, dell’Iliade e dell’Eneide, dall’epica, per me, imprescindibili, fino ai canti, dall’endecasillabo dantesco a quello pascoliano, passando per Petrarca, per Foscolo, Leopardi, analizzando una delle pietre miliari della poesia in metrica italiana, per arrivare al verso libero, sino alle produzioni contemporanee, per riconoscerne e interiorizzarne il suono e acquisire maggiore consapevolezza delle forme, che contraddistinguono, nella musicalità del verso, la poesia, senza dimenticare le figure retoriche che ne sono di ausilio (anch’esse, come vedremo, possono conferire al testo una struttura musicale).

    Ancora, con l’ausilio del Teatro, mettendosi in gioco, imparando ad ascoltare il proprio respiro, prendendo confidenza con il proprio corpo si acquisirà maggiore consapevolezza del legame inscindibile che esiste tra la parola scritta e la sua esecuzione mediante la propria voce, a sottolineare la musicalità che è di ogni poesia.

    Attraverso alcuni esercizi di scrittura, sotto la mia stessa guida, provandosi nella riproduzione di alcune strutture, della musicalità intrinseca in loro; cercando di sovrapporre la propria metrica interiore, la propria “musica” interiore, a seconda del proprio sentire, alla metrica dei maestri, al risuonare di ogni poesia; cesellando per sottrazione fino a far suonare i propri versi in un certo modo e in un certo modo farli risuonare; muovendosi alla ricerca della parola – freccia (nell’incipit, per far breccia nell’attenzione e nella chiusa, per fissarsi come una missiva); infine, cercando di raccontare una storia, un testo dinamico con inizio - svolgimento - fine.

 

    Sabato, 30 Gennaio 2021, a partire dalle ore 17:00, componendo il seguente numero:

 

02. 30. 46. 19. 26

 

e inserendo il codice, da immettere dopo la risposta che avverrà con una voce femminile in inglese:

 

39. 16. 63. 168#

 

sarà possibile partecipare ad un incontro con la poetessa Marthia Carrozzo che presenterà il suo progetto e risponderà a tutte le nostre domande. Di seguito, un assaggio della composizione, dell’ascoltazione, della trasformazione non solo dei propri versi ma di sé:

 

Lascia avvenire la bellezza.

Tu, falla accadere.

Tienila stretta tra i tuoi palmi, se ti bussa.

Lascia la riva, rischia il mare aperto.

Lascia avvenire la bellezza, se ti invita.

Perdono te. Perdono me,

finché è per tempo.

Tu non sprecare un’altra goccia del tuo slancio.

Sii cassa armonica, ora,

amplifica il tuo passo,

il corpo tutto che fa arco alle parole.

Apriti e abbraccia,

presta un varco perché accada.

Scocca un tuo bacio,

fatti fiore sulla bocca.

Fiorisce e torna,

la bellezza, che è sopita.

Falla avvenire, che redima, che ci insegni.

Lascia avvenire te, poi me,

fammi avvenire:

per tutto quello che verrà,

ti benedico.

 

Marthia Carrozzo

 

 

    Partecipiamo numerosi!

 

 



    di Maria Colucci



Ricordiamo infine, che chiunque ritenga di essere a conoscenza di una notizia utile alla nostra comune causa, può segnalarla alla nostra redazione: redazione@rppuglia.org così da renderla pubblica per tutti, attraverso il nostro sito:

WWW.RPPUGLIA.ORG

Grazie e... alle prossime news!
N.B. - Ricevete questa mail perchè ci avete espressamente autorizzati a farlo all'atto dell'iscrizione alla NewsLetter. Per la rettifica e/o la cancellazione dei vostri dati inviate una mail a: info@rppuglia.org provvederemo nel più breve tempo possibile.

Torna indietro