È partita il
4 maggio la Carovana dell’Autonomia, promossa dall’Unione Italiana dei Ciechi e
degli Ipovedenti e patrocinata dal Garante Regionale dei diritti delle persone
con disabilità: la Sala Consiliare del Comune di Bari ha ospitato l’ingegnere
Marino Attini, ideatore del progetto “Letismart” e Sergio Prelato, esperto di
accessibilità urbana presso l’UICI. Ad accoglierli c’erano il Vicepresidente
dell’UICI Puglia Luigi Iurlo, il Presidente UICI Sezione Territoriale Bari Vito
Mancini, il Garante della Disabilità Regione Puglia Antonio Giampietro, il
Sindaco di Bari Vito Leccese e l’Assessore alla Cura del Territorio del Comune
di Bari Domenico Scaramuzzi.
Prima di
lasciare la parola agli ospiti, l’attenzione di tutti i convenuti si è
focalizzata sull’importanza di abbattere le barriere che, come ha ricordato
Mancini, sono architettoniche ma anche culturali. Per tale ragione, Iurlo ha dichiarato
che hanno fortemente voluto che la Carovana facesse tappa in Puglia: la sezione
regionale dell’UICI è impegnata infatti non solo nel compito di tutela e
rappresentanza dei disabili visivi, ma soprattutto nel dialogo con le
istituzioni che vanno allertate delle difficoltà di mobilità a partire
dall’esperienza diretta dei soggetti coinvolti. L'auspicio è che le persone
affette da patologie visive possano vivere la città in maniera più piena e più
partecipata in quanto solo così si contribuisce al benessere psicologico di
tutti. Ogni cittadino è una ricchezza per la propria comunità e attraverso la
conoscenza di nuovi modi di affrontare la vita fuori casa, ha detto Giampietro,
anche le persone disabili possono godere di un pizzico di autonomia.
L’obiettivo è far nascere una cura nei normodotati attraverso la presenza
attiva di ciechi e ipovedenti in città, attrezzando questi ultimi di
accorgimenti specifici che li portino a uscire in strada in sicurezza.
L’assessore Scaramuzzi
ha ammesso che l’impegno dell’amministrazione comunale è rendersi umile e
cercare consiglio presso gli organi competenti in materia di barriere
architettoniche, come l’UICI Bari che segnala con solerzia i problemi di
mobilità e suggerisce soluzioni. Anche se la strada da percorrere è molto
lunga, per Scaramuzzi la definizione di normalità passa irrimediabilmente dal
fatto che non ci si dovrebbe accorgere delle differenze tra i soggetti in moto
e che la città divenga comoda per tutti. Il sindaco Leccese ha rincarato la
dose, dichiarando che Bari è una città difficile da tutti i punti di vista,
però è fondamentale recuperare l'accessibilità e dare diritti a tutti per non
farli diventare privilegi. Bisogna curarsi del prossimo, che significa curarsi
di chi ci sta accanto.
Per porre un
altro ciottolo su questa strada, Marino Attini è stato chiamato a esporre il
brevetto da lui inventato. Presidente dell’UICI Sezione Territoriale Trieste
nel 2015, parte del Consiglio Nazionale dell’UICI dal 2020 e coordinatore del
progetto Vita Indipendente, Attini ha ricordato con affetto che nel lontano 23
agosto 2021 Bari è stata la prima città dove ha presentato il progetto Letismart
all’indomani della donazione all’UICI del brevetto. Dopo una vita spesa nelle
più grandi aziende di elettronica, Attini da ipovedente grave ha deciso di
sfruttare le sue competenze per risolvere problemi della vita di tutti i
giorni, piccoli e concreti. Ha lavorato a un modo per identificare negli
spostamenti il punto specifico di arrivo fin dal 2015: così è nato Letismart,
progetto intitolato alla memoria della moglie defunta Letizia. Ad oggi esso
conta tre formati: Letismart Voce è un microchip che pesa 8 grammi e si
installa nel manico del bastone bianco – qualunque modello esso sia – e prevede
l’inserimento sulla parte esterna del manico di due bottoni di media grandezza,
facilmente rintracciabili sotto il tatto; il secondo formato è Letismart
pocket, un aggeggio della grandezza di un accendino, pratico e da tenere in
tasca, sempre munito di due pulsanti, particolarmente indicato per i disabili
visivi che usufruiscono di cane guida o per gli ipovedenti che non utilizzano
il bastone bianco negli spostamenti; infine, il terzo formato è maneggevole e
da mettere al polso, impermeabile, con i due pulsanti e utile nel caso di
immersione fino a 50 metri sotto il livello del mare.
Il
meccanismo alla base di tutti e tre gli strumenti è lo stesso: si basa sulla
comunicazione delle frequenze radio tra Letismart e i radiofari da installare in
giro per la città. Ad oggi si sta lavorando per posizionare i radiofoni sugli
autobus che offrono il trasporto pubblico cittadino, sugli ingressi degli
edifici pubblici e dei negozi dei grandi centri commerciali. Analizziamo caso
per caso: Letismart aiuta il disabile visivo nel prendere i mezzi cittadini in
quanto risolve il problema di sapere esattamente che il bus che si sta
avvicinando è quello desiderato e di allertare l’autista della propria
presenza. Il bastone bianco diventa parlante: attivando la modalità “autobus”,
al disabile viene letta la parte frontale del mezzo in avvicinamento; premendo
uno dei due pulsanti, si aziona un segnale acustico della durata di 20 secondi
che indirizza il soggetto verso il radiofaro posizionato sulla porta anteriore dell’autobus
desiderato, scongiurando perciò il caso che vi sia una fila di mezzi che paiono
tutti uguali; sempre attraverso il pulsante premuto, l’autista del bus riceve
l’avviso che una persona con disabilità visiva sta per salire. Impostando la
modalità “linee privilegiate”, si possono eliminare le informazioni superflue
sugli autobus in avvicinamento in quanto è possibile impostare l’obbligo di
segnalazione delle linee dei mezzi che si prendono di solito. È già pronto un
accordo con Astra, agenzia che gestisce le aziende di trasporto pubblico in
Italia.
Letismart
agevola anche le passeggiate pedonali in giro per la città. Attivando la
modalità “informazioni urbane”, lo strumento vibra prima di dare la sua
comunicazione vocale e nel caso in cui il messaggio non sia ascoltato, esso va
a finire in un archivio interno memorizzato e pronto a essere riprodotto
nuovamente. È particolarmente utile in quanto segnala la presenza di lavori in
corso e l’avvicinamento a semafori sonori. In quest’ultimo caso, il radiofaro è
collocato all’interno della scatola del semaforo sonoro; se l’attraversamento è
perpendicolare e non trasversale, è possibile far scattare immediatamente il
verde premendo uno dei due pulsanti sul bastone bianco.
Infine,
attraverso radiofari posizionati sulle porte di ingresso, un disabile visivo
riesce facilmente a varcare la soglia di edifici pubblici e attività
commerciali senza scandagliare tutto il perimetro con il bastone bianco e non
dovendo assicurarsi di segnalare la sua presenza: Letismart produce un segnale
acustico in prossimità delle entrate. Attivando la modalità “interno”, lo
strumento innovativo segnala la posizione delle casse, delle scale mobili,
delle uscite d’emergenza, dei servizi igienici. Si sta lavorando a degli
accordi con i grandi centri commerciali, il servizio è già attivo presso il
centro commerciale Porta di Roma.
Il Letismart
impermeabile d’altra parte segnala attraverso l’intercettazione di un radiofaro
l’ombrellone prenotato. È inoltre utile in caso di emergenza sott’acqua:
premendo entrambi i tasti, si riesce ad allertare il bagnino che quindi correrà
in soccorso. In Liguria e in Veneto sono già presenti tali dispositivi nelle
spiagge che hanno conquistato la bandiera lilla, che indica piena
accessibilità.
Il prossimo
passo riguarda un accordo con Meta per far sì che i Rayban prodotti
dall’azienda americana collaborino perfettamente con Letismart. A settembre,
uscirà un nuovo brevetto: Letismart Ultra, un bastone bianco molto leggero che
non avrà bisogno di radiofari; attraverso l’intercettazione di ultrasuoni sarà
in grado di rilevare e segnalare ostacoli; avrà un manico ergonomico e tasti
ancora più grandi per essere meglio percepiti tattilmente.
Tutti i
progetti Letismart sono prodotti dall’azienda Scen e sono già stati messi alla
prova a Cortina durante le ultime Paraolimpiadi con l’installazione di
radiofari. Anche i Lyons Club si sono schierati a sostegno di questo progetto
innovativo.
La vera
novità riguarda i costi di questa piccola rivoluzione: è vantaggiosa sia per le
istituzioni che per gli utenti. I radiofari funzionano a batteria, con una
durata media di cinque anni, e sono estremamente semplici da installare:
bastano un adesivo adatto o quattro viti. Il costo di un radiofaro è di 300
euro. Per i fruitori i costi si alzano di poco: Letismart Voce da applicare nel
bastone bianco costa 700 euro circa, mentre la versione pocket ha un costo di
circa 500 euro. Tuttavia, la circolare n. 20 dell’UICI prevede per tutti i soci
un comodato d’uso con canone annuale di circa 80 euro per i dispositivi Letismart.
A fine
evento, un radiofaro è stato donato alla sezione di Bari dell’UICI e sarà
installato sulla porta della sede locale. Le conclusioni le ha tirate Prelato,
che ha collaborato al progetto: “Se io faccio una città accessibile, rendo meno
disabile la persona”.
La Carovana
farà tappa il 5 maggio a Foggia presso il Centro diurno “G. Quino” alle ore
10:00, a Taranto il 6 maggio 2026 presso l’Università LUMSA alle ore 09:00, a Brindisi
il 6 maggio 2026 presso l’History Digital Library alle ore 16:00 e a Lecce il 7
maggio presso il Palazzo Carafa alle ore 11:30.
Bastano 8
grammi e una frequenza radio per migliorare la vita di un’intera comunità:
speriamo di incontrarci presto in giro per le città della Puglia!